APPUNTI DI PNL 7: dal pensiero all’azione

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PNL e la lista delle cose da fare!

Vi capita mai, alla sera, di avere un mucchio di bellissime idee ma di sentirvi troppo stanchi per metterle in pratica? Oppure non è mai l’ora giusta… che so, finalmente vi siete decisi a montare quella mensola che sta appoggiata tristemente al muro da due mesi… o cercare in rete delle info su un determinato argomento, oppure scrivere la vostra benedetta lista delle cose da fare?

Ecco appunto, la lista delle cose da fare!

Siete forse degli artisti della lista delle cose da fare oppure siete dei prodigi di memoria e ve la tenete tutta a mente?

Gli artisti della lista sono fantastici, a volte lo sono anche io. Liste che vanno scritte in una pagina, come da manuale del bravo piennellaro, magari mettendoci vicino i vantaggi del fare e gli svantaggi del non fare.

La questione è che ciò che ci fa MIC, come dice Max Formisano, ciò che ci fa muovere il culo, è una sola benedettissima ragione, e non settantasette, come mi avevano insegnato anni fa nella PNL 2nd generation. È molto semplice: per fare una cosa, serve solo una fottutissima ragione abbastanza forte. Ognuno ha la sua. A volte è per evitare un dolore, altre per andare incontro a un piacere, perchè questo è il pendolo emozionale che ci muove.

L’importante è passare dal pensiero all’azione.

Vi è mai capitato di imprigionarvi nell’idea perfetta? Nel pensiero fantastico della perfezione che dovreste creare? E così, aspettando di essere perfetti, non si parte mai. Il corteggiamento perfetto, il colloquio perfetto, la cena perfetta… ve lo dico io, fanculo la perfezione, mille volte meglio l’azione.

“Ehhh, ma se sbaglio?”

Amore, sbagliare è ok, è l’azione che hai fatto, che è da migliorare, non c’è niente di sbagliato in te, semmai diverse cose da migliorare in quello che hai fatto. Se non fossimo cresciuti in un paese intriso di cattolicesimo becero (bada bene, non sto parlando di fede, ma di moralismo bigotto) invece di sentirci in colpa quando facciamo un errore dovremmo rallegrarci, o quantomeno rilassarci: ci abbiamo provato, non è andata, vediamo cosa posso fare MEGLIO.

Ecco un paio di belle domande cosiddette potenzianti:

COSA HO FATTO BENE?

COSA POSSO FARE MEGLIO?

L’importante è agire: se fai una lista di cose da fare tu la scriva anche sul retro del foglietto della spesa, ma che tu la scriva, perché sull’onda emozionale puoi trovare la vera motivazione ad agire. Quello che chiamiamo istinto e che a volte soffochiamo in un’estremo raziocinio o con il timore di sbagliare.

Apprezziamoci quando agiamo e incoraggiamoci quando ci pesa il culo. Dietro un culo pesante, spesso c’è uno scarso allenamento all’azione.

Quindi agiamo, non c’è un altro modo di imparare ad agire, ad essere efficaci nelle nostre azioni per raggiungere piccole e grandi mete. L’importante è cominciare.

Beh, spero di esserti stata utile. Ora ho da fare… Alla prossima allora, ci sarai?

 

Foto © Maurizio Vittori

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