Famiglia ed economia

La famiglia cosiddetta naturale, costituita da padre, madre e uno o più figli in Italia è sempre più rara Condividi il Tweet Non voglio fare un discorso reazionario, semmai realistico: la terra è inquinata e rende gli uomini più sterili, vi sono studi che hanno visto come la morfologia maschile stia cambiando, non voglio entrare nei dettagli, ma è un dato di fatto, gli uomini si stanno effeminando nel corpo. Non ci sarebbe nulla di male se fosse una modifica naturale e non derivata dall’inquinamento ambientale ( vedi gli studi di Montani sul web).

Ma non sono qui per parlarvi degli effetti negativi dell’inquinamento sulla sterilità maschile, dato che questo non è un blog che si occupa di scienze ma prevalentemente di consulenza familiare.

Avete visto quanto tempo è passato dal mio ultimo articolo? E da quello precedente? Per essere un blog praticamente un secolo!

E non è che non vi pensassi, famiglie care, anzi, vi penso molto, ma sono arrivata ad un punto di riflessione sulla società, così come è configurata dal punto di vista economico, che non sapevo bene cosa dirvi.

In precedenza ho trattato temi specifici: l’allattamento, le vaccinazioni, l’educazione, i rapporti della famiglia con familiari esterni, con amici, estranei, con l’invadenza dei parenti, ma questo problema di cui voglio parlarvi oggi è apparentemente insormontabile.

Osserviamo i fatti.

Tutti i politici nei loro programmi scrivono: politiche per la famiglia. Ad esempio sono aumentati i nidi convenzionati e se prima era difficile trovare un posto, ora di nidi ce ne sono a bizzeffe, almeno nelle grandi città, forse non tutti da 5 stelle, però ci sono.

Il problema però non è affatto il nido, che resta aperto fino alle 18, il problema è: che ne è della famiglia?

Se io madre e io padre, per pagare un mutuo, le bollette, le rette, le rate dell’auto e chi più ne ha più ne metta, devo lavorare fino allo sfinimento, che senso ha mettere su famiglia Condividi il Tweet

Da chi verranno cresciuti i miei figli? Non è assolutamente per criticare o denigrare il ruolo di chi lavora nei nidi, sia chiaro, non è questa la sede per valutare la preparazione di questi operatori, sto dicendo che se nella sommatoria delle ore che io genitore passo insieme a mio figlio ci sono solo il momento della colazione, e quello della cena, forse mettere su famiglia è un qualcosa che la società capitalistica deforma alla fonte.

E non parlo neppure delle condizioni delle coppie che non hanno una quantità di reddito sufficiente a sposarsi sino alla soglia dei 40 anni. Le condizioni economiche ora in Italia fanno diventare il “mettere su famiglia” un vero lusso.

Da  qui, per la famiglia benestante, sostituire la presenza con i doni perché ci si sente in colpa il passo è breve Condividi il Tweet Però come dargli addosso se la società capitalistica sostituisce la presenza col “presente”? Presente in senso di dono, sia chiaro.

Qui c’è qualcosa che non va.

Quando ero bambina la famiglia media italiana era mono reddituale. Significa che uno stipendio era sufficiente a mandare avanti una famiglia anche con prole numerosa. Non era ancora decollata la cosiddetta “società dei consumi” e ricevere un dono era un evento. Era la Befana e non Babbo Natale, creato dalla multinazionale Coca cola a portare i regali.

Che siamo una “colonia” americana dobbiamo essere consapevoli, almeno dal punto di vista dell’imprinting economico.

Non voglio entrare nel merito delle cause di quanto si è materializzato nelle nostre vite, questo blog si occupa di consulenza familiare e non di politica, tuttavia è impossibile per me aiutarvi, se non vi faccio consapevolizzare che quello che fate per rendere felici i vostri figli, probabilmente non è efficace.

Se:

  • sostituite la presenza con dei “presenti” purtroppo, con dispiacere, devo assolutamente dirvelo, non siete dei buoni genitori;
  • credete che costruirvi una posizione economica vi permetterà in seguito di occuparvi di dare un futuro ai vostri figli, non siete dei buoni genitori, vi state illudendo di dargli una sicurezza, mentre il Pianeta si autodistrugge e i vostri figli crescono senza di voi;
  • credete di offrirgli dei valori validi insegnandogli che la vita è una lotta “mors tua vita mea”, non siete dei buoni genitori;
  • credete che farlo andare all’università gli spiani la strada, vi state illudendo, l’università italiana ha perso quelle caratteristiche di esclusività che aveva un tempo perché ora, gli atenei per avere dei fondi, devono dimostrare di produrre molti laureati, quindi i voti si sono alzati e la qualità degli studenti è scesa;
  • se pensate di dargli un futuro qui, facendoli studiare all’estero, vi ritroverete con dei figli che preferiscono vivere all’estero, dove le cose funzionano perché esiste la meritocrazia.

Perché vi ho dato tutte queste brutte notizie? Perché ormai ci troviamo in una società che è ad un bivio, o scegliere di morire assieme al capitalismo, che ora si chiama neocapitalismo, ma è basato sempre su un meccanismo economico disastroso: la creazione di costante debito pubblico, oppure creare un nuovo sistema economico finanziario, che mette al centro l’essere umano. Condividi il Tweet

Io non ho la bacchetta magica, ma gli economisti  in un certo modo si, e sempre più economisti dicono che è possibile uscire dalla ruota del criceto di questo sistema che rende le persone vincolate ad un impianto debitorio continuo.

Dato che le chiacchiere stanno a zero, condivido qui degli interventi di due economisti che ho conosciuto personalmente e che sono pronti ad offrire le proprie competenze a servizio di quei politici che vogliano veramente fare una politica a favore della famiglia e, in primis, a favore dell’essere umano, perché l’economia deve essere a servizio dell’uomo e non del profitto e del pareggio di bilancio. Condividi il Tweet

Parliamo di Antonino Galloni e di Valerio Malvezzi, entrambi con curriculum spettacolare e dotati di immensa saggezza e umanità. Di questo abbiamo bisogno ora: persone competenti e umane, solo questo può davvero salvare le famiglie, non solo italiane, ma di tutto il mondo.

Mi rendo conto che avete poco tempo, dato che correte da mattina a sera per fare tutto quello che c’è da fare. E’ su questo che contano coloro che hanno attuato le regole del gioco: schiavi che restino schiavi di questo meccanismo. Se non vi prendete il tempo di capire, non stupitevi che le cose vadano come vanno. Condividi il Tweet L’economia non è un mondo astratto fuori dalle vostre vite, ma gestisce totalmente la qualità della nostra vita, almeno per come funziona ora.

Togliete del tempo alla vostra routine, per capire cosa dobbiamo fare per cambiare totalmente la nostra qualità di vita.

Alla prossima e buona visione!

 

Gepostet von Andrea Dimatteo am Freitag, 21. September 2018

 

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