Sono un genitore spartano

Essere genitori è impegnativo, a volte pare impossibile. E’ difficile proteggere, senza soffocare, guidare, senza ostruire la visuale, incoraggiare, senza sospingere nè tirare, dare agio al talento di uscire, senza proiettarvi il o i propri talenti,o al contrario gasare perchè “sanno fare quello in cui io sono un impedito”;  mettere paletti, dando la possibilità ove appaia l’intelligenza necessaria, di superarli e trovare una strada intonsa da percorrere, tenersi i batticuori e le paure chiuse nello sgabuzzino delle cianfrusaglie, come cose che non servono a crescere bene i propri figli.

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Una ciliegia dolce come un bacio

Arriva l’estate

Quanto tempo che non ci leggiamo, pardon, che non mi leggete-  si insomma –  un articolo fresco, con questo caldo torna utile.

Che dirvi?  Continuo ad imparare dalla vita. Sono di quegli esseri umani inguaribilmente ottimisti.

Una di quelle persone che si assumono rischi e responsabilità e che sa chiaramente che, se è felice, lo deve essenzialmente al proprio modo di vedere le cose.

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Parlo dunque comunico? Ma anche no!

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C’è questa grande ingenuità di base: parlo, quindi comunico bene.

Dato che tutti parliamo, tutti crediamo di essere in grado di avere una buona comunicazione. Mi spiace smontarvi questa credenza. Saper emettere suoni in qualsiasi lingua, non equivale a comunicare efficacemente.

questo è comunicare bene vediti il video

Facciamo un primo distinguo basato sui tre postulati della comunicazione:

  • si comunica sempre, ovvero non si può non comunicare.
  • non importa ciò che parte ma importa ciò che arriva.
  • La mappa ( la tua concezione del mondo) non è il territorio ( non è il mondo).

Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Assiomi_della_comunicazione Gli assiomi della comunicazione furono elaborati dalla scuola di Palo Alto (California), di cui uno dei maggiori esponenti fu Paul Watzlawick, ed indicano degli elementi sempre presenti in una comunicazione. Se volete scartabellare su wikipedia.

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L’attesa creativa

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E’ molto tempo che non scrivo un articolo.

Piuttosto che scrivere cose rimasticate ho dato tempo ai progetti che seguo.

Su una cosa però ho riflettuto. Sono una persona entusiasta, le cose in cui credo mi galvanizzano e, cosa di cui mia madre amabilmente mi prende in giro, nella mia vita mi sono fatta prendere da tante passioni. la curiosità è una spinta propulsiva del mio modo di essere. Così, di curiosità in curiosità, ho appreso tante cose che, in apparenza non avevano attinenza l’una con l’altra. Non mi sono mai posta il problema “A cosa mi servirà?”

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intervista al Maestro Gianpistone dalla tesi su SAE66

Come vedrete dall’intervista, il Maestro Gianpistone è un fuoco di fila di ricordi, racconti, episodi di vita vissuta, un fiume inarrestabile di passioni, interessi, cultura, impegno sociale, ricerca. Ho lasciato l’intervista con i riferimenti agli altri paragrafi della tesi, così, se ne avete voglia potete andare a cercare tra gli altri articoli. Buona lettura.natura-mirabilis-opera-dipinta-gianpistone-1986-1990-790481b6-b237-42b0-8da5-19bafa5240ab

Capitolo III
Le interviste
III. 1
Intervista al maestro Gianpistone
C’è una cosa molto importante da dire… che un allievo di Mcluhan, venne allo Studio, perché voleva cercare di conoscere il nostro modo di procedere… non ricordo il suo nome…era interessato a fare una ricerca sullo Studio…non è più tornato in America, è andato a vivere in Israele…ha fondato una comunità…forse un kolkoz…

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Arte, cultura, socializzazione, una utopia realizzata dal Maestro Gianpistone

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Prosegue la pubblicazione della mia tesi di laurea sullo Studio Arte Equipe 66 del Maestro Gianpistone, un progetto rivoluzionario di arte, cultura e socializzazione attraverso le arti, portato avanti in uno studio magico, che vi ho già descritto più volte. Il motivo per cui pubblico la tesi è per dimostrare non solo la fattibilità dell’arte come strumento di socializzazione, oggi è semplice crederci, ma pensate negli anni sessanta quanto era rivoluzionaria questa idea, ma per dimostrare la necessità di questo strumento per la connessione tra gli esseri umani. Allo studio si realizzavano anche manufatti, quel che segue è la storia di due progetti. Buona lettura.

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Viaggiare con le mani: le maschere antropologiche di Gianpistone e dello Studio

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Quel che segue è la descrizione sintetica del progetto di realizzazione delle maschere antropologiche, ideato e realizzato dal Maestro Gianpistone con il gruppo dello Studio Arte Equipe 66, di cui ho fatto parte. Pubblico questa descrizione per dare l’idea di quale fucina lo Studio fosse in quegli anni e, per lo stesso motivo per cui ho scritto la tesi oltre 10 anni fa, Per chi non avesse letto i paragrafi già pubblicate, immaginate uno spazio di 380 mq  soppalcato, con oggetti di viaggio, musica classica diffusa in tutti gli ambienti, profumi  ed oggetti etnici, dipinti del Maestro  e molte persone intente al lavoro.

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Studio Arte Equipe 66 un po’ di storia

Continuo a pubblicare i paragrafi della mia tesi di laurea, oggi un po’ della storia dello Studio Arte Equipe 66.

Dal 1974 al 1988 è stato il luogo della mia formazione culturale principale e leggendo capirete perchè.

La mia teoria, ma non solo mia, è che il mondo ha bisogno di cultura e che la cultura è bellezza.

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Cronologia degli eventi culturali e manifestazioni pubbliche promossi da Gianpistone e la sua equipe dello Studio

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Socializzazione e creatività per il benessere

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Come già da qualche settimana a questa parte, proseguo la pubblicazione della mia tesi, paragrafo per paragrafo. Il senso di queste micro-frazioni di tesi è aprirvi ad un mondo che è realmente esistito e che ho vissuto, per 13 anni della mia vita, un’esperienza privilegiata che ho condiviso con altre persone. In tutte ha lasciato un segno positivo e valoriale profondo.  Per dar modo anche ad altri, di conoscere questa esperienza e poterla riportare in vita, che ho scritto la mia tesi.

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La stimolazione sensoriale per l’unità armonica della persona

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Nei giorni scorsi mi è caduto l’occhio su un programma televisivo per piccini. La cosa che mi ha impressionato è che invitasse i bambini a riempire delle campiture di colore, premendo dei tasti.

La cosa peggiore che si può fare ad un bambino, per impedirgli di crescere, è evitargli l’uso del tatto e del gesto fisico legato ad un risultato visivo. Oggi si privilegia molto il senso visivo, a sfavore di altri sensi, ma questo ha delle conseguenze notevoli nella vita dei nostri figli. Per questo motivo oggi proseguo la pubblicazione della mia tesi di laurea attinente la sociologia delle ARTI che, guarda caso, tocca l’argomento tattile.

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