Elogiare e assecondare, funziona?

Ecco uno degli errori che io, come genitore, ho fatto con le mie figlie.

Un errore minore, si penserà, beh a giudicare dai risultati che ottengono le mie figlie nella vita direi di si, però quando noi in un contesto problematico in cui si trova nostro figlio, dimentichiamo la neutralità ed andiamo ad emettere dei giudizi, siano essi positivi o negativi, andiamo comunque ad alterare l’assetto emozionale giusto.

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Comunicazione (in)efficace: predicare

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“A volte bisogna sottomettere il piccolo bastardo” recita l testo sotto la foto. Ovviamente no, ma la foto era divertente e a volte, quando sono piccoli, verso i due anni, i bambini sono in grado di mettere a dura prova la nostra pazienza dato che hanno deciso di essere grandi. C’è poi un’altra età in cui sono quasi grandi, l’adolescenza, in cui ci mettono a dura prova. Decidono di fare di testa propria, non ci parlano finchè non sono nei guai oppure con l’umore sotto i tacchi per delusioni amicali, amorose, scolastiche.

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Ascolto attivo in adolescenza

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Mi scrive un caro amico, suo figlio, che quest’anno ha la maturità, è stato lasciato dalla ragazza ed è molto giù.

Certo non è un buon momento per perdere l’amore, ma esistono momenti buoni per una privazione amorosa?

La prima cosa che faccio quando mi trovo davanti un cliente con questo problema, è ascoltarlo.

L’ascolto attivo, quando nostro figlio ce ne offre la possibilità, è lo strumento cardine per far si che si aiuti ad uscire da questa empasse emotiva.

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Ascolto attivo: mi ascolti per favore?

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Visto il video?

Bene. Ti è sembrato uno scherzo? E’ possibile.

Il fatto è che ascoltare profondamente è un’arte. Ascoltare in modo neutro, senza condizionare chi ci parla ad assecondare quello che noi ci aspettiamo da lei o lui.

Ascoltare per e con il piacere di ascoltare, di comprendere in profondità cosa il nostro interlocutore ci sta dicendo. Possiamo notare il suo linguaggio del corpo, vedere le sue espressioni, se sono in sintonia con quello che ci sta dicendo o in dissonanza. Ascoltare le parole, dove si appoggia, allungando qua e là una vocale a farci intendere che quella parola è mooolto importante, tanto per fare un esempio.

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