I terribili due anni: Aiuto!

Da una parte questo pensiero ci permette di offrire al neonato o al bambino piccolo, un’area di rispetto, ovvero non considerarlo come una proprietà, solo perché lo abbiamo generato, ma come un essere vivente con dei diritti propri e una sua identità personale. Dall’altra il rischio è che, dato che è mosso soprattutto da istinti e non da raziocinio, interpretiamo le sue intemperanze,  i suoi capricci, come una manifestazione della sua personalità e non come un “prendere le misure” rispetto al mondo circostante.

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