Chi è cieco?

Ecco uno stralcio dal mio romanzo per ragazzi, inedito dove uno dei protagonisti, un ragazzo cieco dalla nascita, sostiene il suo esame di terza media, mostrando un video con dei “paradossi di naturaE…

“Ecco alcuni paradossi di natura. Il coleottero che state vedendo è un calabrone, sentite il rumore del suo volo? Sembra un elicottero in avvicinamento.” Le casse acustiche del suo computer erano molto potenti e il ronzio così amplificato faceva quasi paura. Gianni proseguì abbassando il suono per poter parlare.

“Gli scienziati non sanno spiegarsi come un essere così grosso e sgraziato possa volare. A proposito, prima che possiate chiedervi come posso conoscerne l’anatomia, vi dirò che ho avuto il permesso, al museo di scienze naturali, di toccare delle riproduzioni di alcuni animali, esattamente identiche agli originali. Le loro abitudini mi hanno talmente colpito che ho voluto sottoporle alla vostra attenzione.” Tutti furono molto attenti alle immagini e ai commenti dello studente.

“Ora vedete sul monitor un ornitorinco. Come saprete fa le uova, e quando si schiudono, allatta i piccoli. Peccato che non possa sbaciucchiarseli, come fanno le mamme d’altri mammiferi, con quel becco d’anatra! E non credo riesca neppure ad abbracciarli, con le sue zampe palmate.” I professori ridacchiavano. Più che un esame sembrava uno spettacolo comico. “Vi ho parlato di questi due animali, perché per la scienza sono dei paradossi: come fa il calabrone a volare? E perché l’ornitorinco, che è un mammifero fa le uova?”

ornitorinco

“La risposta è semplice, non hanno mai parlato con uno scienziato!”

La professoressa di chimica, la signora Solforica, sovrastando la risata dei professori, lo apostrofò: “Se non ci fossero stati degli scienziati, lei ora nemmeno conoscerebbe le abitudini di questi due animali!”

“Non intendevo offendere la categoria in questione. Volevo soltanto dimostrare che, anche quello che non riesce a trovare una spiegazione logica e razionale, ha il diritto di esistere!”

“Si spieghi meglio signor Williams!”, fece il vicepreside cercando di mantenersi serio nonostante l’espressione della professoressa Solforica fosse esilarante.

“Vi farò un esempio pratico. Se il calabrone potesse sentire quel che si dice su di lui, comincerebbe a nutrire seri dubbi su se stesso. L’entomologo, lo studioso d’insetti afferma: Tu non puoi volare, il tuo corpo, in proporzione alle ali, è troppo grosso, nessuna legge aerodinamica ti permette di staccarti da terra. Il calabrone per fortuna non sente lo scienziato, e continua a volare tranquillamente.”

“Ma dove vuole arrivare?” L’interruppe la professoressa di chimica.

“È molto semplice professoressa Solforica, io il calabrone e l’ornitorinco abbiamo molto in comune. Facciamo cose che, scientificamente, sono impossibili. Il calabrone vola, l’ornitorinco che è un mammifero, fa le uova, e io, all’esame per andare alle superiori, vi faccio vedere un video, pur essendo cieco. Io non ci vedo, ma conosco intimamente i colori, come dimensioni della natura che ci circonda. Il mio handicap sono le orecchie, a volte sento cose sul mio conto, che… non sono di grande incoraggiamento. Nonostante queste voci di scienziati che mi parlano, senza che io ne abbia fatta richiesta, io, come fossi un calabrone o un ornitorinco, continuerò a capire i colori e a vedere il mondo come posso!”

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