I terribili due anni come sopravvivere?

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In questo articolo vi avevo già parlato dei terribili due anni.

Bambini frustrati e aggressivi? Aiuto!

In coda all’articolo precedente ho detto che vi avrei spiegato la differenza tra FARE ed ESSERE. Ovviamente a livello linguistico conoscete benissimo la differenza, ma nell’applicazione pratica di tutti i giorni cosa implica?

Qualche esempio

La vostra meravigliosa bimbetta di due anni e mezzo vi sta piantando l’ennesimo capriccio. Già prima dell’arrivo della sorellina neonata puntava i piedi e decideva cosa fare e non fare, come a volervi comandare. Ora è un’estorsione continua di richieste, non solo in contraddizione tra di loro “Voglio mangiare a tavola, ma in braccio. No, voglio mangiare al tavolino basso, ma mi devi imboccare!” ma dà proprio l’idea di non sapere cosa vuole. Bingo! Infatti, non sa cosa vuole. Sente il suo regno, la sua supremazia minacciata da un’entità sconosciuta, la sorellina, e non sa che pesci pigliare. Come riottenere quello che aveva prima? Non è assolutamente consapevole che il “prima” non esisterà più. Inoltre tira la corda della vostra pazienza oltre misura, portandovi a pensieri omicidi. Credetemi, è normale.

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Consigliare e offrire soluzioni, funziona?

Ecco un’altro della serie di errori che possiamo fare, sia come genitori sia in qualsiasi relazione a due.

Il nostro interlocutore ha un problema e non pensiamo di aiutarlo offrendogli i nostri consigli e le nostre soluzioni. Questo comportamento è improduttivo dal punto di vista dei risultati e frustrante per chi si trova nel problema, perchè non si sente nè ascoltato, nè compreso.

Quando fa bene come e cosa dire

Sembra che prenda l’argomento un po’ alla larga, mi si permetta questa digressione, perché è indispensabile per capire perché oggi i genitori appaiono eccessivamente entusiasti dei successi dei propri figli e cosa questo eccesso di entusiasmo produce.

Va detto anche che i genitori fanno tante cose.

Come tutti coloro che fanno tante cose, alcune, è statistico, sono sbagliate.

Abbiamo già parlato dell’importanza della famiglia allargata. Se pensiamo alla famiglia contadina di 150 anni fa, l’errore del genitore, sicuramente c’era, c’era però anche l’apporto dello zio, del cugino, del nonno, c’era la tradizione del racconto di storie che mediassero la realtà, c’era del tempo condiviso. Insomma, gli stimoli erano diversificati e il bambino cresceva con una serie di riferimenti molto maggiori di quelli odierni, anche se apparentemente oggi i bambini sono iperstimolati.

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