Lo zen e l’arte di fondere il motore e vivere felice

Lo so, vi parlo spesso di Andrea Favaretto, ma il suo modo di essere coach mi piace e mi ispira, soprattutto perchè, noi coach, siamo esseri umani, proviamo gioie e dolori come tutti gli altri, la cosa bella è che siamo allenati ad osservarci, emozionalmente e ad apprendere su noi stessi per poi applicare con le persone che seguiamo.

In queste ultime 72 ore ho avuto una serie di (s)fortunate circostanze.

Circostanza 1

Nella nostra ignoranza, quando l’auto si è fermata sull’autostrada, non abbiamo chiamato la polizia stradale, né il servizio assicurativo, altrimenti gratuitamente avrebbero portato l’auto alla prima officina e noi al casello. Errore su errore, abbiamo lasciato l’auto nella piazzola di emergenza e la stessa è stata sequestrata dalla stradale. Ora si trova in un deposito che costa 10 euro al giorno.

Circostanza 2

Muriel ha fatto uno scalo di 9 ore a Mosca, per poi ripartire per New York dove verrà ospitata da una famiglia italiana, non entro nei dettagli. Il viaggio in totale dura 25 ore tra soste e atterraggio alla Grande Mela.  In queste ore, nessuna comunicazione, fino alle 3 di questa notte, come avevo previsto, non senza un po’ di ansia, soprattutto dall’atterraggio all’arrivo al cuore di Manhathan dove è ospite.

 

Circostanza 1

Quando abbiamo visto il fumo e niente acqua nel radiatore non ci siamo sentiti fortunati, decisamente no. Ho acchiappato 2 bottiglie vuote e mi sono avviata impavida verso il casello più vicino a meno di un km. Ho trovato l’acqua, sono tornata indietro, sotto il sole delle 15 e scarpe inadatte al cammino sull’asfalto, con le auto che sfrecciavano senza curarsi di me.  Messa l’acqua nel radiatore alla messa in moto l’acqua è uscita come un geyser. Motore apparentemente morto.

Circostanza 2

Impossibilità di comunicare, scalo all’aeroporto di Mosca alle 4 di notte e Muriel è al primo viaggio, da sola, all’estero. Anche adesso che è arrivata, il suo cellulare è out.

Circostanza 1

Sento il meccanico di fiducia, decidiamo di andare a vedere la macchina come sta, partiamo da Roma, arriviamo, l’auto non c’è più. Al casello ci dicono che è stata appena caricata dal carro attrezzi e che viaggia verso il deposito delle auto sequestrate a Fiano Romano. Decidiamo di raggiungerla e lungo la strada la vedo sul carro attrezzi, la riconosco. La raggiungiamo, suonando, l’autista si ferma, forse allarmato. Gli spieghiamo che non sapevamo che la rimuovessero, né del sequestro del mezzo. In mattinata avevo scoperto dall’assicurazione che l’Europe Assistance avrebbe potuto portarmi l’auto alla prima officina, ma ormai la macchina è morta, il meccanico salito sul carro attrezzi ne firma l’avvenuto decesso:  testata fusa.

I motivi per cui sono fortunata:

  1. con un incidente di pochi mesi prima l’assicurazione sarebbe schizzata a 3000 euro, avevo già deciso, per il prossimo anno, dato lo scarso uso dell’auto, di affittarla, costa meno;
  2. l’autista del carro attrezzi mi ha accompagnata alla polizia dove ho richiesto l’annullamento del sequestro perché l’auto va demolita;
  3. l’auto mi era stata regalata ed aveva 19 anni, era arrivato il momento della pensione per lei;
  4. ho telefonato all’assicurazione e non ho pagato il carro attrezzi: 150 euro, dato che fa parte del piano assicurativo standard;
  5. dovendo rottamare l’auto, fortuna vuole che il luogo dove è depositata sia già un autodemolitore;
  6. Nonostante vecchi amici e parenti non potessero accompagnare me e Muriel all’aeroporto per il volo, ho trovato un’amica nuova e cara che ci ha prese portate a Fiumicino e riportato me a casa, neanche fossi il Sultano del Brunei;

Circostanza 2

Muriel nella casa dove si trova ha internet e questa sera, dopo la telefonata velocissima di stasera, potremo comunicare con più agio.

Conclusione A

è vero che mio marito ha dimenticato di controllare l’acqua nel radiatore e che non avremmo fuso e non avrei perso ore per venire a capo di tutto, ma quando un motore è fuso è fuso. Arrabbiarsi è inutile. Ho preteso delle scuse, questo si, perché poi devo investire del tempo per comporre il puzzle delle soluzioni possibili. Me le ha date senza problemi, come è giusto che sia tra due persone che hanno una comunicazione funzionale.

Una macchina vecchia costa molto di manutenzione e, ad un certo punto, il gioco non vale la candela. Una macchina affittata quando serve, a noi pochissimo, viene mantenuta da chi offre il servizio e, già ne avevamo sperimentato l’efficacia, c’è un risparmio consistente.

Conclusione B

E’ naturale provare uno stato di tensione quando una persona cara vola, se non ami troppo gli aerei.

Osservazioni generali

Mi sono vissuta le mie belle, si fa per dire, ore di tensione, per la figlia e per la soluzione dell’auto.

Sono stata arrabbiata? Si, finchè non ho capito cosa avrebbe gettato acqua su quella rabbia: l’assunzione di responsabilità da parte del marito meraviglioso e smemorino. Una volta chiarito questo e ottenute le scuse, non avevo più motivo di essere arrabbiata. Semplice.

Poi, in ogni momento in cui ho potuto e voluto farlo, mi sono fermata a godere l’attimo: la gentilezza dell’autista del carro attrezzi, la gentilezza e la cordialità della signora che ospita Muriel, la caparbietà di trovare l’acqua per la macchina, la freddezza nel gestire le varie situazioni, cose che anni fa mi sarei sognata di fare in questo modo, riconoscendo, momento per momento, pensieri ed emozioni e ricalibrando per ottenere, da ogni situazione, il massimo della chiarezza emozionale.

Fare errori aiuta a crescere, dice il mio maestro Favaretto, ed ha ragione. Perché attraverso gli errori ci evolviamo e cresciamo, ci trasformiamo. Soprattutto per non ripeterli. Errori se ne fanno, certo, però di nuovi, per apprendere altre cose.

E tu, cosa impari dai tuoi?

Alla prossima

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