Settembre tempo di ricominciare… come?

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Vacanze? Finite

Lavoro? Ricomincia

E noi? Siamo pronti?

Riapriamo le valigie, rimettiamo a posto i vestiti e le idee.

I nostri piccoli crescono. Quanto crescono! Sembra ieri che ancora non gattonavano e adesso ci parlano, anzi, se sono grandi altro che parlare!

Il  quotidiano tran tran ricomincia, con i ritmi che sappiamo e il nostro piccolo tesoro sta per rientrare al nido o fa un salto ancora più grande, entra alla scuola “dei grandi”.

Cosa succederà?

Forse siamo preoccupati, si troverà bene con i nuovi compagni? E noi, dopo tutta l’estate insieme come riprenderemo la routine?

Sappiamo già che all’inizio sarà un po’ traumatico, la sveglia, il traffico, le corse, i colleghi, la cena da preparare, il riposo interrotto.

E se non fosse così?

Se invece immaginassimo l’inizio di settembre come un momento per mettere in ordine le nostre aspettative? Se imparassimo a mollare un po’ la presa e la pretesa della perfezione?

Cos’è che ci spaventa veramente dei figli che crescono?

Una delle prime cose che mise in crisi i miei sistemi di riferimento, quando incominciai a fare formazione fu proprio scoprire che ben poche cose sono nell’area del nostro controllo. I figli ne sono un esempio. Condividi il Tweet

E’ fondamentale dargli dei punti di riferimento, dei paletti di  recinzione che sono le regole di comportamento, ma all’interno di questa griglia dargli il massimo della libertà con un punto fermo: fai tutto ciò che ti rende felice avendo cura di te.

Anche io come genitore, merito felicità. Condividi il Tweet

Perché è tanto difficile essere genitore? Forse perché qualcuno pensa che sia un gioco a quiz  di cui vorremmo sapere le risposte.

Ma così come ogni sinapsi nella mente può creare milioni di risposte, così ogni nostra azione come genitori può creare un reticolo di risultati diversi. Non potremo saperlo finchè nostro figlio non sarà adulto e, con la qualità della sua vita, ci dirà che buon lavoro abbiamo fatto.

Quale è l’unica cosa che fa davvero la differenza dunque?

Il surplace, l’essere rilassati.

Se osserviamo gli animali, apprendono per imitazione. Anche i nostri figli apprendono imitandoci. Condividi il Tweet

Vi ripeto il concetto base:  vostro figlio è il vostro specchio, risultato della genetica e dei modelli di riferimento fino allo sviluppo adolescenziale. Quel che avrete fatto fin là è tutto. Dopo si sceglierà i suoi pari, gli amici per la vita, gli amori. E voi genitori, avrete un’importanza molto relativa come riferimento.

Per questo i primi 12 anni della sua vita è fondamentale seminare come si deve.

Pensateci bene. Quando era piccina cadeva e si rialzava, il vostro  atteggiamento ha fatto la differenza.

Domanda chiave:

che tono di voce usi quando le/gli parli? Useresti lo stesso tono e daresti tutte quelle spiegazioni ad un adulto?

Cosa provi al pensiero che vada a scuola adesso?

Tutte le emozioni che provi, che siano positive o negative, tutte, attraverso il tuo linguaggio del corpo, passeranno per osmosi al tuo bambino.  Allora chiediti: che emozioni sto provando? Difficilmente è una singola emozione, ma una gamma di emozioni.

Ce ne saranno alcune bellissime: entusiasmo per la sua crescita, la sua energia vitale, l’intelligenza che brilla nei suoi occhi. Ci saranno anche emozioni che definirei meno belle: paure di vari generi, tue insicurezze, tue aggressività represse e mascherate da ansia, ansia vera e propria. La paura è naturale, è istintiva, ma se te la nascondi, peggiori la situazione. Accettala, esiste, sviscerala fino a fartene una ragione e a riderci su.

Capisco il vostro stato d’animo, quando le mie figlie erano piccole, ho avuto anche io le mie paure. Ariel era proprio come Briciolina della favola e alle medie fu sbattuta da un compagno di classe contro una colonna di cemento, per fortuna solo lividi, poteva andare molto peggio.

Vi posso dire solo questo: la vita non è sotto il nostro controllo, possiamo preparare i nostri figli al massimo, ma questo non li preserverà come un manto magico da tutti i rischi, come vorremmo.

Possiamo dargli solo una robusta attrezzatura, infatti siete qui per questo.

Prendere le cose con calma, abbassare la soglia delle nostre aspettative su di noi non significa non fare nulla, significa fare tutto ciò che è in nostro potere per essere, prima che genitori, degli adulti equilibrati e centrati, che esprimono nella propria vita, le proprie potenzialità.

Questo è il nocciolo della questione.

Se siamo adulti risolti e felici, è molto probabile che i nostri figli lo siano. Condividi il TweetE non dipende dal reddito, dalla casa che abitiamo, dal lavoro che svolgiamo, ma dal grado di felicità che proviamo nella nostra vita.

A volte essere felici significa correre dei rischi, fare cose impreviste, essere meno sicuri, ma alla fine paga e i figli sentono la vostra soddisfazione, la vostra gioia di vivere. Ecco.

Iniziate l’anno lavorativo con queste domande: sono felice? Se non lo sono, cosa potrebbe rendermi felice in modo semplice? Condividi il Tweet E, se sono già  felice, c’è qualcosa che potrebbe rendere la mia felicità più frequente come in questo momento?

 

 

 

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