La felicità è facile? Micro-storia dello Studio Arte Equipe 66

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Sull’esperienza con lo Studio Arte Equipe 66 ho scritto la mia tesi di laurea e apparentemente, dato che si occupava di attività socio-culturali, sembra non avere alcuna attinenza con un blog dedicato al lifecoaching e alla consulenza familiare.

Invece di attinenza ce n’ha un mucchio e una sporta.

Immaginate gli anni di piombo a Roma. Anni di attentati e di riflusso. Le persone non escono quasi di casa.

Gli anni di Giorgiana Masi, delle manifestazioni. Gli anni dove conoscere un cileno fuggito dopo l’omicidio di Allende e il colpo di stato, era normale.

In quegli anni lì, 1975/76, iniziò la mia avventura allo Studio Arte Equipe 66.

Che cosa era? Fisicamente un antro magico, peno di ricordi di viaggio  e delle Opere del Maestro Gianpistone, spiritualmente  e fisicamente il luogo della mia crescita, sociale, culturale ed artistica.

Cosa c’entra questo con la nostra crescita e la felicità? Tutto.

Vi dico sono un po’ di cose che ho appreso li:

  • sorridere alla persona che accogli alla porta, chiunque sia, regalagli un sorriso
  • sporcati le mani insieme agli altri, fai, sbaglia, rifai
  • Condividi il tuo sapere con gioia e ascolta chi può insegnarti il suo
  • Fare insieme agli altri ti rende ricco di saperi e di umanità, di compassione ed empatia
  • Leggere un libro e raccontarlo
  • Partecipare alla creazione di manufatti come opera collettiva
  • Lavorare a fianco di una persona che non conosci, scoprendola sul campo
  • Non esiste un’unica diversa abilità, tutti abbiamo ambiti in cui siamo meno capaci
  • Creare cose con le mani libera la mente ed è una forma di meditazione
  • L’individualismo è separazione, la creazione collettiva è condivisione e gioco

In quegli anni ho partecipato, nel mio piccolo, alla realizzazione di uno studio e creazione di riproduzioni di maschere antropologiche dai 5 continenti, personaggi e coreografie di una fiaba nordica e creazione di marionette costumi e scenografie di personaggi tratti dalla raccolta di racconti “Le Mille e una Notte”.

Abbiamo fatto molto più di così. Abbiamo creato una realtà socio-culturale dove l’Arte diventa procedimento per la “cura” della Persona. Condividi il Tweet

Creatore di questa progettualità, finanziatore, anima e cuore vibrante di tutto questo, il Maestro Gianpistone, Maestro di Arte, pittore, scultore, ricercatore, viaggiatore, mio padre.

Papà mi ha fatto conoscere la disabilità come una ricchezza, la condivisione, il sorriso che apre alla felicità.

E’ dimostrato che sorridere crea nel cervello quelle connessioni utili ad alzare la fisiologia  e produrre quegli effetti benefici che allungano la vita e recano gioia.

Amicizia, famiglia, gioco, fare ciò che ci piace, il lavoro che ci piace, ci rende felici. Condividi il Tweet

Vivere in un senso di collettività condivisa rende molto più felici. Al contrario la competizione sfrenata  non stimola la produzione di dopamina e avvicina quindi stress e infelicità.

Recenti studi hanno dimostrato ad esempio che in USA il benessere economico negli ultimi 50 anni è cresciuto molto , ma il livello di felicità è rimasto inalterato.

Il 50% della felicità nella nostra vita, ha origini genetiche, il 10% può essere influenzato da fattori esterni, ma ben il 40% può essere creato da noi.

La ricerca della felicità a livello individuale è una ricerca perdente. Condividi il Tweet

Sembra una banalità, ma so che nel mondo le cose più ricercate per trovare la felicità sono: denaro, successo, amore, in quest’ordine. Questa ricetta anni 80 è sbagliata.

Nel senso di collettività –  appartenere ad un gruppo sociale  – nella condivisione di gioco, lavoro soddisfacente e affetti familiari e amicali, la felicità si sviluppa con facilità. Condividi il Tweet

Ecco quindi la ricetta della felicità facile.

Alla prossima

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