Sai quando sei felice?

Di solito cerco di essere politically correct. Cerco di non attaccare “categorie di persone”. Oggi faccio un’eccezione. Attaccherò una categoria di persone. I semprescontenti. Quelli che notano sempre quello che non va o potrebbe andar peggio. Non lo faccio gratuitamente, ci mancherebbe. Una finalità c’è: una riflessione utile per vivere meglio.

Leggo il post di un amico su Facebook. Si, forse scherza, ma il succo è questo: vende felicità, inusata perché non l’ha mai toccata…. Questa frase mi serve a pennello per mettere in evidenza come le persone possano veramente essere felici, ma non siano in grado di apprezzare ciò che hanno. Tramite questa frase, vendo felicità mai toccata, posso evidenziare l’incapacità di notare in cosa consista la felicità.  Questa persona ha un lavoro stabile, una bella famiglia. Una casa nella sua città, una in un luogo di vacanza. Ha ereditato dai genitori alcuni beni. È intelligente, creativa, è un artista, anche. Fa un lavoro pesante, e vero, ma quanti fanno lavori pesanti e non hanno neppure di che vivere?

Insomma, leggere questa frase, non so dirvi, ma mi ha toccata emotivamente. Mi ha fatto riflettere su quanto molte persone abbiano l’incapacità reale di apprezzare ciò di cui potrebbero godere ed essere felici. Vi faccio alcuni esempi: poter andare in vacanza, potersi comprare un regalo quando ne hai voglia, poterlo comprare a chi ami. Apprezzare il fatto che hai un tetto accogliente, la tua famiglia che ti ama e che ami a tua volta, il buon cibo, il buon vino, il sole del mattino, il tramonto, il vento quando fa caldo e il tepore del sole d’inverno, la bellezza della natura, degli animali, il piacere di creare qualcosa con il tuo ingegno, la capacità di crescere, di sorprenderti; potrei continuare all’infinito, mettici tu ciò che è importante per te.

Detto fra noi, il suo post mi ha veramente sconcertata. Quando penso a chi non ha neppure la millesima parte di queste sicurezze, di questo amore, libertà, possibilità di disporre di denaro, eppure la vedi, ed è felice.

E chi ha tutto per essere felice, sembra più povero ed infelice del più derelitto della Terra?

Quindi ti confermo: essere felici non dipende da ciò che hai, ma da ciò che sei! Tutto dipende da quel che ti racconti, da quanto resti ancorato a ciò che credi ti serva per essere felice, dalle ipotetiche ingiustizie credi ti abbia fatto il mondo, dai ricordi nefasti che hai deciso di portarti dietro come fardello, dall’incapacità di vedere realmente ciò che sei e ciò che fai e ciò che hai; a volte anche dalla rigidità di ciò che stabilisci ti serva “assolutamente” per poter essere felice e anche dall’incapacità di vedere il problema dalla parte delle soluzioni.

Già, perché le soluzioni sono sempre molte e non c’è un’unica cosa che può renderti felice, ma tante: La prima è esser te stesso e non fare il finta di essere infelice perché fa figo. Per me chi fa finta di essere infelice non è figo, perché la felicità è alla portata di mano di ciascuno di noi. È la capacità di apprezzare in qui e ora, di vivere l’attimo, l’istante in cui qualcosa di piacevole e a volte evanescente mi corre incontro, e so coglierla: dal profumo dei fiori, ad un sorriso scambiato con una persona sconosciuta. A me queste cose accadono continuamente, perché il mio focus è sull’essere felice, tanto che la felicità l’ho messa nella mia mission: “Lo scopo della mia vita è essere felice…”.

Se vuoi sapere come faccio non hai che da contattarmi per un incontro. Ti va di essere felicemente contagiata/o?

Un abbraccio e un sorriso!

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